M.E.P. (Model European Parliament)

Nei giorni scorsi alcuni studenti della nostra scuola hanno partecipato alla sessione regionale del MEP (Model European Parliament) presso l’Università di Ferrara, vivendo un’esperienza di confronto e crescita all’interno di una simulazione del Parlamento europeo. Attraverso alcune interviste ai delegati emergono l’entusiasmo, le difficoltà e il valore formativo di questo progetto, che permette ai ragazzi di sviluppare capacità di collaborazione e pensiero critico. Le interviste raccolte raccontano non solo il funzionamento dell’attività, ma soprattutto l’importanza di iniziative come questa, capaci di avvicinare i giovani alle istituzioni europee e renderli cittadini più consapevoli.

MEP

"Nei giorni scorsi alcuni studenti della nostra scuola hanno partecipato, presso l’Università di Ferrara, alla sessione regionale del MEP (Model European Parliament), nell’ambito del progetto “Orientiamoci all’Europa”. Si tratta di un’iniziativa che permette ai ragazzi di confrontarsi con i temi e i meccanismi del Parlamento europeo, simulandone il funzionamento. Per capire meglio cosa significhi vivere un’esperienza come questa, abbiamo deciso di intervistare alcuni dei delegati presenti. Abbiamo chiesto loro di raccontarci le proprie impressioni, le difficoltà incontrate e ciò che questa esperienza ha lasciato loro.
Durante l’evento del MEP, diversi delegati hanno raccontato come sono entrati in contatto con questo progetto e come hanno vissuto l’esperienza. Molti di loro hanno spiegato di aver conosciuto il MEP grazie alla presentazione fatta da studenti più grandi che avevano partecipato negli anni precedenti. La preparazione e soprattutto l’entusiasmo con cui questi studenti hanno raccontato il progetto hanno incuriosito i più giovani, spingendoli a mettersi in gioco e a partecipare.
Uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza, secondo i delegati, è stato lavorare con studenti provenienti da scuole diverse, spesso sconosciuti tra loro. Nonostante alcuni delegati si conoscessero già, la maggior parte dei membri della commissione si è incontrata per la prima volta proprio durante il progetto.
Tuttavia, fin dal primo giorno si è creato rapidamente un clima positivo, favorito dal fatto che gli studenti avevano livelli di preparazione simili e soprattutto una forte voglia di collaborare. Questo ha favorito la nascita di un buon rapporto all’interno del gruppo e ha reso il lavoro più stimolante.
Un’altra sfida significativa è stata quella di parlare davanti a un pubblico numeroso. Per alcuni delegati proprio questa difficoltà ha rappresentato uno dei motivi principali che li ha spinti a partecipare al MEP.
Intervenire in pubblico può creare pressione, ma allo stesso tempo è stato visto come un’occasione importante per mettersi alla prova e migliorare le proprie capacità di comunicazione. L’esperienza è stata quindi affrontata con spirito positivo e con la voglia di crescere.
Nel complesso, i delegati hanno descritto la propria commissione come un gruppo maturo e molto collaborativo. Anche tra studenti che inizialmente non si conoscevano si è sviluppato un forte senso di inclusione. L’interesse per l’argomento è stato tale che molti hanno continuato ad approfondirlo anche a casa, segno del coinvolgimento e della serietà con cui è stato affrontato il lavoro.
Nonostante il giudizio complessivamente positivo sull’organizzazione, alcuni studenti hanno osservato che esiste uno stacco piuttosto marcato tra le sessioni scolastiche e quelle regionali del progetto. Secondo loro, questo passaggio potrebbe essere reso più graduale, in modo da facilitare la preparazione e il lavoro dei delegati.
Tra i delegati presenti alla sessione del MEP abbiamo raccolto anche alcune testimonianze personali sul motivo che li ha spinti a partecipare al progetto.
Lorenzo Bertacchi, studente del Liceo Tassoni di Modena alla sua terza sessione, ha raccontato che nella sua scuola il MEP rappresenta ormai una vera e propria tradizione. Negli anni diversi studenti più grandi avevano preso parte all’iniziativa e il racconto delle loro esperienze lo ha incuriosito e motivato a partecipare. Nel corso delle varie sessioni ha avuto modo di lavorare su temi molto diversi tra loro, dalle politiche per la casa fino all’idea di un’Europa federale. Quest’anno, invece, si è confrontato con il tema della prevenzione della violenza. Secondo Lorenzo, il valore del MEP non sta soltanto nella simulazione della creazione di leggi, ma soprattutto nella crescita culturale che offre agli studenti e nella possibilità di confrontarsi con idee e punti di vista differenti.
Anche Riccardo Soraviato, studente del liceo scientifico di Cento alla sua seconda sessione, ha sottolineato l’importanza del confronto. Ha spiegato di aver scelto di partecipare proprio perché il progetto offre un’occasione concreta di dialogo tra studenti provenienti da scuole e commissioni diverse. Ciò che lo ha colpito maggiormente è stata la possibilità di ricevere opinioni e feedback da altri delegati, in un ambiente che ha definito aperto e sicuro, dove ognuno può esprimere liberamente le proprie idee.
Infine, ai delegati è stata posta una domanda sulla fama spesso attribuita agli studenti modenesi, considerati tra i più competitivi nelle sessioni del MEP. Secondo alcuni di loro, questa reputazione è legata innanzitutto alla storia del progetto. Il MEP, infatti, affonda le sue radici proprio tra Modena e Carpi e, nel tempo, molte scuole del territorio hanno continuato a partecipare, dando vita a una tradizione ormai consolidata.
Un altro elemento riguarda il metodo di preparazione adottato nelle scuole modenesi. Gli studenti hanno spiegato che, prima delle sessioni, vengono organizzati numerosi dibattiti e simulazioni. Questo allenamento al confronto e all’argomentazione permette ai delegati di arrivare più preparati alle discussioni, contribuendo probabilmente a creare l’impressione di una delegazione particolarmente competitiva.
Attraverso queste interviste abbiamo potuto capire quanto il MEP rappresenti non solo un’attività scolastica, ma anche un’occasione concreta per avvicinarsi alle istituzioni europee, imparare a discutere in modo costruttivo e sviluppare uno sguardo più consapevole sulle sfide che riguardano il nostro continente.
La giornata all’Università di Ferrara si è rivelata quindi un momento di confronto, crescita e scoperta. Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante offrire agli studenti occasioni concrete per conoscere da vicino la realtà europea e sentirsi parte attiva del suo futuro."

Daniele Antonia 4H
Accettulli Marcello 4A
Dolcetti Matteo 4L
Zerbinati Samuele 4H