Un nome…quale nome? Carducci o Tasso?

vittorio EmanueleUna scuola che si rispetti deve avere un nome; in una città come Ferrara, nella memoria collettiva, gli istituti si identificano spesso con l’illustre concittadino o personaggio, legato alla città, da cui hanno desunto la loro titolazione, di conseguenza oggi si parla di Ariosto per indicare il Liceo per eccellenza o di Monti per l’istituto tecnico, a testimonianza di quanto il nome sia radicato e costituisca un  fattore essenziale delle scuole, per lo meno di quelle che hanno varcato la soglia dei cento anni. E per le magistrali? E’ opportuno riconoscere che, fino ad un passato assai recente, molti ferraresi parlavano di “magistrali” e solo le ultime generazioni usano espressioni come “vado al Carducci” “Ho iscritto mio figlio al Carducci”, recuperando e riappropriandosi di un nome ormai secolare.

Il primo documento in cui compare il nome Giosué Carducci, riferito alla scuola normale appena istituita, è del 1907: si tratta di un elenco del personale dell’anno 1906/07, conservato nell’archivio comunale; nell’anno successivo le relazioni del direttore indirizzate al sindaco recano sempre la medesima intitolazione e così anche per gli anni seguenti; probabilmente il conseguimento del premio Nobel da parte del poeta nel 1906, ma soprattutto la morte sopraggiunta il 16 febbraio 1907, a cui erano seguiti solenni funerali, avevano spinto strade e piazze di varie città e borgate italiane ad assumere il suo nome e avevano contribuito ad accrescerne la fama di poeta vate, per cui anche una scuola che ne ricordasse il nome era destinata ad un futuro importante.

Inizialmente pare non esserci stata alcuna discussione intorno al nome, tuttavia quando la scuola venne pareggiata e regificata, fu necessario ufficializzare la denominazione e dapprima la Giunta Provinciale il 21 gennaio 1914 “esprime voto che la R. Scuola Normale conservi la denominazione di “Giosué Carducci” come quella già data alla scuola sin dal 1907, poi anche il Consiglio Comunale, nella seduta del17 settembre 1914, a grandissima maggioranza accoglie la proposta d’intitolare a  Giosué Carducci la R. Scuola Normale Promiscua” . Certo non tutti i consiglieri erano d’accordo, l’Avv. Armando Calzolari “riterrebbe opportuno d’intitolare la Scuola al nome di Torquato Tasso tenuto presente che dopo l’unificazione del Ginnasio col Liceo, nessun istituto porta il nome del sommo poeta che è quasi gloria cittadina”.

Anche il consigliere Lucci rileva che “tutti i nostri Istituti portano il nome di concittadini e Torquato Tasso può ritenersi Ferrarese per la lunga sua dimora presso la Corte Estense”.

Ma, alla fine, quelli che ritenevano ingiustificata la sostituzione del nome di Carducci ebbero la meglio, esprimendo il parere che “al grande poeta contemporaneo debba Ferrara prestare dovuto omaggio di riconoscenza e di ammirazione anche per l’ode nella quale celebrò con versi magnifici la Città nostra” .

Confortato delle deliberazioni degli organi locali, il ministro segretario di stato per la pubblica istruzione propose lo stesso nome, così Vittorio Emanuele III, “per Grazia di Dio e per volontà della nazione”, Re d’Italia, poté decretare, il 19 novembre 1914, che “la R.a Scuola Normale promiscua di Ferrara è intitolata al nome di Giosuè Carducci”, decreto registrato il mese successivo alla Corte dei Conti.

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